16 aprile 2013

La libertà dei media nella regione euromediterranea

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La rivolta araba ha aperto una finestra di opportunità, facendo arrivare un nuovo vento di speranza: la speranza per la libertà di parola, la libertà di scelta, il diritto all'informazione e a ritenere i politici responsabili.

Tuttavia, i nuovi venti che soffiano sembrano aver perso parte della loro freschezza nella regione. La finestra di opportunità si sta lentamente chiudendo e i nuovi padroni sembrano regredire alle cattive abitudini dei regimi precedenti.

Di fronte a questi sviluppi, l'Unione europea (UE) ha l'obbligo strategico, politico e morale di aiutare e gestire la transizione contribuendo allo sviluppo di società aperte e pluralistiche. Ciò significa offrire un sostegno intelligente all'auto-aiuto.

Rivolta di Sitra

I membri del Comitato economico e sociale europeo (CESE) hanno raccolto attivamente la sfida. Per due giorni, nell'ottobre 2012, il CESE ha riunito a Nicosia, a Cipro, un centinaio di operatori della stampa e dei media appartenenti a organizzazioni della società civile per discutere della libertà dei media nella regione euromediterranea.

L'evento, presieduto dalla vicepresidente del CESE Anna Maria Darmanin con il sostegno del gruppo Comunicazione del CESE, è stato attivamente sostenuto dalla presidenza cipriota dell'UE, dal Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), dalla rappresentanza della Commissione europea a Cipro, dal Parlamento europeo e dal Comitato delle regioni.

Si è trattato di una vera e propria iniziativa interistituzionale "going local", in cui il CESE si è avvalso anche dell'esperienza raccolta nell'ambito del Club di Venezia e di un precedente workshop a Varsavia, incoraggiando iniziative specifiche per coinvolgere i nuovi media liberi nella regione mediterranea. Dal dibattito è emerso chiaramente che la situazione dei media nei Paesi colpiti dalle rivolte arabe è ancora piuttosto fragile.

L'incontro ha concluso che per sostenere la libertà dei media è necessario intervenire in settori chiave come la regolamentazione dei media, lo sviluppo delle capacità, la sicurezza e la gestione dei media.

Il CESE ha già riferito i risultati alla riunione annuale del Club di Venezia, che si terrà a novembre, e intende redigere le conclusioni in un formato leggibile e continuare il dialogo e l'impegno con le organizzazioni della società civile. Per saperne di più, consultare il sito www.eesc.europa.eu.

Di Peter Lindvald-Nielsen

Responsabile della comunicazione del Comitato economico e sociale europeo